NŌ: Vuoto

Farmacia901 (F90101) | 50’30” | CDR + Digital | Edition of 100 | October 27, 2008

TRACKLISTING
01. Quasi Stellar Radio Source, Interferences
02. Intermediate-Mass Black Hole In Globular Clusters
03. Gigantic Quantum Vacuum Fluctuation (Quark-Antiquark Collision)… Genesis
04. The Encke Minima And Encke Division In Saturn’s A-Ring
05. Closed Timelike Curves (M Wormhole)

REVIEWS

Fabio Perletta indaga il vuoto. Un progetto ambizioso che lo collega alla sottile linea rossa della musica cosmica. Da Stockausen agli esperimenti dei più visionari Smalley e Truax. Il ragazzo Nō manipola suoni in maniera astrale, con titoli che rimandano a costellazioni e viaggi astronomici, insistendo su sinusoidi e battimenti che vanno a comporre drones più che mai attuali (vedi gli sguinci disco di Lindstrøm e soci).
Seppur privo di cassa, il nostro ha un ritmo completamente virato verso l’improvvisazione e quindi al caldo italico (Cosi e il Reverberi di Bastion ne sanno qualcosa). Anche se l’iconografia lo vorrebbe confinare a un blando minimalismo, la visione che si spinge a spazi riverberanti echi sommersi lo fa passare di brutto a un mondo organico che – grazie ai synth di Alessandro Romano – dall’intimità dello studio si apre a spazi indefiniti e glitch che non si sentivano da troppo tempo.
Una cosa che val la pena di vivere in toto, senza soluzione di continuità, come quando ascoltavamo le cavalcate dei Tangerine Dream (Closed Timelike Curves da urlo) e ne volevamo ancora. Chapeau, Mr Nō.

— Marco Braggion / Kathodik


Handmade sown satin-finished black packaging (charming execution), release limited to 100 numbered CDr’s,  Vuoto (A work about cosmic vacuum) is the sideral one-man trip of microlabel-making-microsounds Farmacia 901’s founder, Fabio Perletta. Think of La Monte Young’s oblique panning sound environment corrected as soundtrack for a cosmic journey with a black monolite as arrival point. Avant-garde ambience, concrete music, bleeps and drones swirling around your DNA code, – these tracks capture signals from outer space and translate them in slow sinister luminescent hypnosis. Perletta recreates His own scheme of the unknown universe, also with a light vintage sense of futurism, using the known standards of genre (analogue synthesizer, effects, echo machines, laptop), yet, He’s able to be perfect in following these rules of ascension and alien catharsis, – a faultless whole of sound intertia, – suitable to open a book and read some of those Philip K Dick’s novels You forgot in time. – Excellent work, – He should invite Be Invisible Now! for a cup of tea and cookies, to chat together about electric imagination and human temperature variation in Venus.

— Paolo Miceli / Komakino ‘Zine


Farmacia 901 is a new small label born to support electronic synthetic sounds born from improvisations which tend to create concrete music suites. First release of the label (that sees also on its roster Erik Ursich, already active on Punch Records) is VUOTO – A WORK ABOUT COSMIC VACUMM by No (personal project of Farmacia 901’s founder Fabio Perletta). Composing astral sidereal sounds that are linked to an ancestral dimension, No on this first album mix long synthetic drones and bleeps that create a reverbs of a not-existent universe where everything fluctuate. Listening to “Intermediate mass balck hole in globular clusters” or the following “Gigantic quantum vacuum fluctuation (quark-antiquark collision)… genesis” is like swimming into the primordial liquid looking for our cosmic self. Inspired by Karlheinz Stockhausen, La Monte Young, Morton Subotnick, John Cage e dalla Kosmische Musik di Tangerine Dream, Cluster and Holger Czukay, No’s brain music will mesmerize you. Try “The encke minima and enchke division in saturn’s a-ring” for first. The album is presented into a limited 100 copies run CD-r with a satin package and printed cover.

— Maurizio Pustianaz / Chain DLK


Quando si è soliti usare l’aggettivo “cosmico/a” associato alla musica, si affacciano alla mente le opere kraute in generale o quelle dei meravigliosi corrieri cosmici. Questo esordio di Fabio Perletta coincide con l’esordio discografico della Farmacia901 e tratta appunto di musica cosmica. Non offre, però, se non di striscio, suggestioni kraute, ma il tentativo di riversare in note il suono dell’universo, del vuoto siderale in cui siamo tutti sospesi. Lavoro dal difficile compito concettuale, basato su loop di sintetizzatori e suoni elettronici molto vicini all’ambient dronato, ampiamente protagonista del panorama musicale odierno. In realtà, Vuoto è collocato nel punto di contatto di tal genere con le suggestioni di pace nullificatrice dei famosi Disintegration Loops di Basinski, riuscendo a non sfigurare e svicolando abilmente dal pericolo numero uno per un disco del genere: la noia. Certo, non si tratta di qualcosa che si gusta con facilità o che possa facilmente essere apprezzato anche dai non fan del puro suono. Possiede però un innato valore artistico non quantificabile né riconducibile se non in relazione ad ogni singola reazione e percezione dell’ascoltatore e pertanto va premiato con un ascolto scevro da pregiudizi o preconcetti. Accanto ai lavori di MB e di Hue, con la stessa consistenza e visionarietà merita sicuramente mezza stella in più.

— Giampaolo Cristofaro / Audiodrome


[…] L’uscita d’esordio, Vuoto di Nō, è affidata al fondatore stesso della label, Fabio Perletta: drones lunghi e “ben distesi”, estetica top class con confezione in seta e monolite kubrickiano nella card contenuta dentro al disco. Riferimenti che rimandano ad un elettronica post-krauta, dilatata ma ancora calda che ricorda un po’ roba di C-Shulz presa ed aggiornata a fine decade del secondo millennio. Il parallelo con Kubrick non credo sia per nulla casuale dato che i richiami del duo sono più che mai esplicitamente spaziali a partire dai riferimenti a fisica quantistica, microcosmo, universo: in definitiva un buon trip spaziale con cui celebrare l’anniversario dell’allunaggio. […]

— Andrea Ferraris / Sodapop


Mi scuso pubblicamente per il ritardo con cui pubblico questa recensione che sarebbe invece dovuta apparire sullo scorso numero. Ma come prontamente potete immaginare “vuoto” non è un disco facile da ascoltare, tantomeno da recensire. Nel corso dell’ultimo mese ho avuto modo di assimilarlo a pieno durante molteplici ascolti, dal raccolto e casalingo divano allo scomodo sedile della mia panda, passando per almeno due o tre postazioni computer. In ogni situazione questo lavoro è riuscito a raggiungere il suo scopo ideale: la magnetica attrazione dei miei sensi verso il calore del suo sound. Impresa da non poco considerando che non si tratta di spensierato indiepop parrucchato bensì di siderali droni elettronici. Di base Nō è un duo che annovera al suo interno Matteo Meloni e Fabio Perletta, quest’ultimo anche titolare dell’etichetta che ha rilasciato l’album, farmacia 901 (che può vantare in catalogo gente come be invisible now! ed erik ursich..). Ma per questa occasione il buon Fabio lascia a casa il compare e si diletta da solo in una complicata ricerca attraverso le suggestioni ispirate dai vuoti astrali. “Vuoto”, difatti prende il nome dal concept che sta alla base del lavoro… “i vuoti spazio-temporali dei wormhole, i vuoti presenti all’interno degli anelli di saturno, i vuoti quantici e la teoria della nascita dell’universo, i buchi neri negli ammassi globulari, le emissioni radioattive ed interferenze radio dei quasar”.. Tutto questo è il trampolino di lancio verso un caldo flusso acustico che fonde le teorie di La Monte Young ai Neptune Tower dell’oscuro Fenriz fino alla “space music” di Erik Satie e ai videogames.. E sono ancora tanti i riferimenti musicali imputabili, dalle monotone esperienze di Bred Mitchell fino alle attuali atmosfere degli Aosuke, ma resta inutile ricercare l’acqua in mezzo al mare… Un timbro sonoro caldo e personale ci regala 50 minuti di naufragio sonico, che fa chiudere gli occhi ed aprire la mente, riscalda l’anima come un’improvviso deserto di suoni. Sarà che l ‘ho visto da poco, sarà che mi è piaciuto davvero tanto, ma “vuoto” mi ha ricordato a tratti il viaggio di “rumore bianco”, poetico documentario di Alberto Fasulo dedicato al fiume Tagliamento, provare per credere! Degno di menzione, inoltre, l’elegante packaging nero satinato, contorno sfizioso per un prodotto sublime!

— Mavro / Novamuzique